Monday, August 3, 2009

Le cose belle sono lente

Durante i giorni più caldi ed afosi di questa strana estate, a metà luglio, ero a Firenze. Non per piacere, anche se per certi versi la piccola tappa si è rivelata tale. La schiacciata ripiena di verdure grigliate, l’atmosfera del primo mattino tra le strade del centro, il parcheggio che si trova quasi subito, “ecchettu vvuoi ancora?!?” urlato fra lo scherzo ed il nervosismo dai finestrini delle auto davanti che subiscono i continui clacson delle macchine in coda.

Firenze Certosa sembra un dipinto di Giotto dell’epoca gotica. Ovunque guardiate vi sentirete il personaggio di primo piano sulla destra, vestito da una semplice tunica color panna, de “La rinuncia dei beni” della Cappella Bardi di Santa Croce a Firenze. Piccoli, nervosi ed agitati causa il traffico perenne, ma stupiti di ogni cosa guardiate intorno a voi.

Accomodata sul lettone di una stanza del Relais Certosa, giovedì sera, una semplice ed inaspettata sorpresa.

Mi soffermo quasi subito durante un frenetico zapping. “Pane e tulipani”. Avevo iniziato a vedere questo film in dvd mesi prima, non riuscendo mai a trovare il tempo (e la voglia) di andare oltre la scena in cui l’anziano signore veneziano che ospita Rosalba, la signora di Pescara “fuggita” dalla routine della sua quotidianità, le dice: “la vita è un diritto invalicabile, mai nessuno potrà obbligarci nelle scelte”. Ed io adoro le coincidenze, soprattutto quelle spietate nella loro chiarezza. Trovare il film esattamente nel punto in cui ero rimasta in sospeso, poco prima di sentire una delle frasi più belle di tutto il film.

Ferdinando, il cameriere di Venezia, si innamorerà di Rosalba. Rosalba conoscerà a Venezia la sua prima e vera amica. E tutto questo ed altro ancora insegnerà a Rosalba che “le cose belle sono lente”. Tarde a venire.

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